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Ciao Amici, Tanti anni fa, avevo appena terminato il servizio militare. All’epoca era obbligatorio. Mio padre era mancato anni prima quando avevo 20 anni e avevo appena iniziato l’università a Roma. Finalmente libero dal servizio militare ero un giovane ambizioso, ma alcuni suoi vecchi amici, per “aiutarmi” mi offrirono un lavoro dipendente in una azienda vecchia nel business e nello spirito. Avevano avuto accesso a certi finanziamenti pubblici per assumere un laureato in Economia e Commercio. Accettai senza grandi aspettative, in mancanza di opportunità migliori in quel momento. Il mio ruolo esisteva solo sulla carta. Avevo il mio ufficio, una scrivania, uno stipendio, ma non avevo attività da svolgere. Ero pieno di energia, non volevo restare senza far niente e chiedevo costantemente di occuparmi di certe questioni dell’azienda. Ma il direttore, uno degli “amici” non aveva tempo per orientare il mio lavoro nel contesto dell’azienda. In ogni caso il mio stipendio era pagato con fondi pubblici, per cui non c’era urgenza di valorizzarlo. Sprecavo tempo, mentre quell'azienda sprecava denaro ricevuto con finanziamenti che venivano dai soldi dei contribuenti. Immaginate il mio entusiasmo ancora oggi. Insomma, io mi annoiavo a morte, non crescevo. Nel mentre i “colleghi” intorno a me se ne erano fatta una ragione. Erano abituati alla vita passiva del dipendente che gradualmente accetta la vita che gli viene data senza speranze né aspirazioni. Non erano disturbati dallo spreco come me. Era un mondo opposto a ciò che desideravo, ero circondato da persone molto diverse da me. Io capii subito due cose. La prima, che non potevo cambiare la situazione dall’interno. La seconda, che potevo uscirne. Decisi che non sarei stato passivo come i miei colleghi. Feci la scelta di crearmi delle opzioni. E decisi che la mia indipendenza sarebbe stato un elemento irrinunciabile nella mia vita. Dopo tre mesi, divenni Promotore Finanziario. A Sassari, la mia città natale dove stavo ancora vivendo a 26 anni, con spavalderia creai una società di consulenza per la crescita aziendale con un mio amico e collega dell’università. La s.n.c si chiamava Business & Enterprise Consultants. Non tutto funzionò alla perfezione, ma imparai molto. Nello stesso modo in cui oggi continuo a apprendere tutti i giorni. I colleghi dell’altro lavoro, erano rimasti dove erano rimasti. Li ho rivisti negli anni spenti, amareggiati, rassegnati. Da quella esperienza ho imparato due cose: Non abbiamo tutto sotto controllo, ma ognuno di noi ha la possibilità di creare il suo destino. L’altra è che per creare un destino positivo dobbiamo costruirci opzioni, fare in modo di non restare bloccati, senza via d’uscita. Questa filosofia e modo di agire ha continuato ad accompagnarmi per molti anni successivi. Facciamo un salto in avanti. Torniamo a oggi.E veniamo a voi. Una persona bloccata in un solo paese, in un solo sistema, in un solo governo — senza alternative reali — è nella stessa posizione del dipendente che resta fermo perché ogni mese arriva lo stipendio. Passivo, in attesa di essere infilzato. Vive un illusione di tranquillità e protezione ma in realtà è ostaggio di quel governo. Stessa logica. Stessa trappola. E quando quel governo aumenta le tasse in modo ingiusto e insostenibile, vi priva della libertà di prendere un aereo e viaggiare, come nel 2021, viola la vostra privacy costringendovi a comunicare ogni dettaglio della vostra vita, siete ostaggi di quel governo. Lo vedo ogni giorno con chi non vuole lasciare l’Italia per non “perdere i contributi” già versati, con chi pensa ancora che aprire un conto all’estero sia in qualche modo illegale, e con chi mi chiede trepidante, se quando si ottiene un permesso di residenza in un altro paese, c’è una comunicazione al governo Italiano. E lo vediamo con chi continua a posticipare la decisione di un anno, e poi di un altro, e poi di un altro ancora. Pensate alla quotidianità di chi si trova in Italia. Le lettere dell’Agenzia delle Entrate. La sensazione costante di dover giustificare ogni mossa. La presunzione che siate colpevoli fino a prova contraria. La testa occupata e annebbiata da scadenze, comunicazioni, dichiarazioni, integrazioni. Trattati come bambini che devono rendere conto di ogni mossa a un genitore (il solo - unico - governo che vi controlla) . Adesso immaginatevi liberi. Non siete ostaggio di nessun governo. Il vostro tempo è vostro. La testa è libera. Nessuno vi chiede dove sono i vostri soldi. E quando avete la testa libera, succede una cosa interessante: vi tornano in mente i progetti che avevate accantonato. Avete voglia di iniziare cose nuove. Perché quello che costruite è vostro. Oppure semplicemente vi godete la ricchezza e i risparmi accumulati. Io ho provato quel cambiamento. È una sensazione inebriante. Ringiovanite, camminate letteralmente a un metro da terra. Non è una questione di tasse. È una questione di stato d’animo e situazione mentale completamente nuovi. Ovviamene questa libertà non piove dal cielo, bensì è il risultato delle vostre decisioni. E non serve decidere di lasciare l’Italia, non subito, non necessariamente. Ciò che serve è essere consapevoli, scegliere di essere indipendenti e liberi, e subito creare un insieme di opzioni. Essere preparati per il momento in cui è necessario. Conoscete la metafora della rana bollita. Quando la rana si accorge che l’acqua bolle, è tardi e muore. Peraltro il fatto che siete qui con me fa sperare bene. Come costruite la vostra libertà e indipendenza?Organizzate la vostra architettura, il vostro sistema di opzioni e lo fate per tempo, perché dopo e troppo tardi.
Ogni tessera del mosaico ha senso in relazione alle altre. La vostra architettura non è un elenco di soluzioni disconnesse, ma un disegno coerente — un sistema pensato per la vostra situazione specifica. Dentro questo mosaico, ci sono due giurisdizioni che risolvono molti dei vostri problemi:
Entrambe offrono una residenza permanente che è davvero permanente, dura per tutta la vita. Entrambe vi danno diritti sostanzialmente equivalenti a quelli dei cittadini locali. Potete vivere, lavorare, aprire società, comprare immobili. Entrambe applicano una tassazione territoriale: il reddito generato fuori dal paese, non è soggetto a imposta. Entrambe sono accessibili, non ci sono costi, non servono investimenti, non serve vincolare cifre ingenti, e non c’è obbligo di comprare proprietà. (questo aspetto cambierà per Panama quando il visto Panama-Italia verrà allineato con il visto “Paesi Amici” come appare ormai certo). Non esistono realmente soluzioni alternative che offrano lo stesso valore allo stesso costo molto limitato. I visti asiatici che durano cinque o dieci anni, Dubai tre anni per la soluzione tipica per gli Italiani, e l’obbligo di una società che dovete tenere viva, sostenendo costi che non vi sapete spiegare. In questi paesi pagate per il privilegio di essere ospiti, in una posizione subordinata rispetto ai cittadini nazionali, con la consapevolezza che le regole possono cambiare e voi dovreste accettare supinamente. Panama e Paraguay capovolgono il rapporto. Non siete ospiti. Siete residenti. Con tutto quello che la parola implica davvero. Torniamo dove abbiamo iniziato. Opzionalità.In questo momento storico — con le tensioni geopolitiche che vediamo, i debiti pubblici pronti a esplodere, i governi cercano sempre più aggressivamente nuove basi imponibili, cercano i vostri soldi — avere opzioni non è un lusso. É necessario. Panama e Paraguay sono pilastri della vostra sovranità distribuita nella geografia del mondo. Se volete confrontare le due opzioni da sole o nel contesto di soluzioni addizionali — conti bancari - strutture patrimoniali e vedere quale conviene a voi, in quale ordine, dentro quale struttura complessiva — questo è esattamente il lavoro che facciamo insieme nella Consulenza Strategica Internazionale. Se sapete già che volete solo la residenza o le due residenze andiamo direttamente avanti. Non aspettare ancora:
Un caro saluto. Mario Gastaldi P.s. visitate il mio nuovo sito www.mariogastaldi.com Mario Gastaldi Libertà senza confini. |
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